Mente e corpo sono separati?

Fin dall’antichità numerosi studiosi e pensatori si sono interrogati sulla mente e sulla sua complessità

Dove si trova l’anima?

Se per gli antichi greci la sede dell’anima fosse nel cuore, per diversi studiosi le emozioni avevano sede in organi, denti e altre parti del corpo.

Nel ‘900 c’è stata una proliferazione dei modelli sul funzionamento della psiche e sulle sue dinamiche, si pensi alle complesse teorie concettuali di Freud e degli psicoanalisti. Oggi la mente è considerata un’entità sempre meno misteriosa

La psiche non è più qualcosa di estraneo al corpo che la contiene ma, secondo Damasio ne “L’errore di Cartesio”, mente e cervello sono un organismo indissolubile.

Per questo, la ricerca sul cervello è diventata sempre più una “questione psicologica” e ciò ha spinto molti psicologi a interagire con le neuroscienze. 

Nell’ultimo secolo, la ricerca in Psicologia e l’innovazione degli strumenti neuroanatomici hanno consentito un incremento notevole delle conoscenze sulla mente, spostando sempre più l’attenzione sulle Neuroscienze, sull’analisi dei processi cognitivi, sulle aree cerebrali e sul loro rapporto con il pensiero.

Grazie allo sviluppo delle tecniche di neuroimmaging, come, ad esempio, la tomografia ad emissione di positroni (PET), la risonanza magnetica funzionale (fMRI), l’elettroencefalogramma multicanale (EEG), non solo è stato possibile individuare le aree cerebrali corrispondenti alle principali funzioni cognitive, come linguaggio, attenzione, percezione, ma sono stati svelati i circuiti alla base dei nostri comportamenti e emozioni, come, ad esempio, i meccanismi delle dipendenze, la cognizione sociale, lo stress.

Nasce così la Neuropsicologia, una scienza “giovane” con l’obiettivo di applicare dei metodi psicologici allo studio dell’organizzazione funzionale del cervello (Lurija, 1974).
La rilevanza di questa disciplina è dovuta all’analisi della natura e delle strutture interne dei processi psichici dell’uomo, potendo, quindi, fornire i fondamenti scientifici per la localizzazione neuroanatomica dei principali processi cognitivi.

Utilità dell’innovazione in neuropsicologia

Le conseguenze cliniche

Individuare le sedi cerebrali delle emozioni, del linguaggio, della memoria è importante per conoscere il funzionamento del nostro cervello, ma per valutare e riabilitare i disturbi cognitivi in seguito a invecchiamento o lesioni cerebrali (amnesie, agnosie, afasie, ecc). 

L’attuale allungamento dell’aspettativa di vita sta determinando una maggiore incidenza delle patologie neurodegenerative tipiche dell’invecchiamento: demenza e Alzheimer nei casi più gravi, ma più frequentemente riduzione della capacità di attenzione, concentrazione, memoria, ragionamento, calcolo, logica. 

La psicologia e, in particolare, la neuropsicologia hanno studiato e messo a punto strategie per migliorare le prestazioni cognitive, prevenendo e ritardando l’esordio del decadimento cognitivo dovuto all’invecchiamento.  

mente-e-corpo-sono-separati

Sempre più persone possono vivere a lungo non soltanto in ottima salute e forma fisica, ma anche, e soprattutto, nella pienezza delle proprie capacità mentali, allenando la mente ad essere agile, attiva e reattiva e contrastando l’invecchiamento attraverso i programmi di training cognitivo.

Grazie a questi interventi, si possono mantenere ad un livello costante e ottimale l’agilità, la flessibilità e le prestazioni del cervello.

Scopri alcuni semplici esercizi per allenare il tuo cervello cliccando qui.

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